Arcipelago ŠCEC

Coordinamento nazionale dei Buoni Locali di Solidarietà SCEC



Saggezza popolare

9 Giugno, 2009 (13:17) | Uncategorized | Di: Pierluigi Paoletti

Dal nostro amico Andrea del Grosso di Siena:

Stamani ero da una persona a parlar di scec … e ho trovato su di un muro questo gioiello a me sconosciuto:
 
Non vivere su questa terra come un inquilino,
oppure in villeggiatura nella natura.
vivi in questo mondo come se fosse la casa di tuo padre
credi al grano, al mare, alla terra, ma soprattutto all’uomo.
Ama la nuvola, la macchina, il libro, ma innanzitutto ama l’uomo.
Senti la tristezza del ramo che si secca,
del pianeta che si spegne, dell’animale infermo,
ma innanzitutto la tristezza dell’uomo.
Che tutti i beni terrestri
ti diano gioia
che l’ombra e il chiaro
ti diano gioia
ma che soprattutto l’uomo
ti dia gioia.

da “Forse la mia ultima lettera a Mehmet” di Nazim Hikmet

Lo Scec è davvero un dono?

1 Giugno, 2009 (21:29) | Uncategorized | Di: Marcello Rossi

Durante il corso della stimolante serata del 26 maggio 2009 a Budrio ( Bo ), in cui sono stati toccati vari aspetti di questa nostra attuale situazione economica ( crisi attuale, emissione monetaria, il debito, l’abbuono sul prezzo di vendita, l’intento di fare comunità, la qualità della filiera alimentare… ), ci è stato posto un quesito che è bene approfondire adeguatamente.

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Macroedizioni aderisce ad Arcipelago Scec

15 Maggio, 2009 (15:08) | Lavoro | Di: Paolo Tintori

Con la nascita di Arcipelago Emilia Romagna il Gruppo Macro Editoriale entra nel circuito ed organizza questo incontro di due giorni di grande spessore didattico.
Portiamo l’ esperienza di ArcipelagoSCEC a Cesena, sicuri che gli amici emiliani e romagnoli ci arricchiranno dandoci man forte nello sviluppo di questo progetto che adesso unisce 11 regioni.
Scarica il depliant sotto per maggiori informazioni.

Il costruttore del NUOVO

12 Maggio, 2009 (12:34) | Economia | Di: Pierluigi Paoletti

C’è una domanda fondamentale a cui non si può rispondere se non dopo una profonda analisi personale:

Si può costruire qualcosa di nuovo, libero; uno spazio dove la Šolidarietà reciproca sia la norma e dove non ci siano secondi fini e manipolazione?

 La mia risposta e che si può, ma solo dopo aver abbandonato i vecchi schemi di pensiero e di approccio. Il nuovo mal si concilia con gli schemi di potere, complotti, corruzioni. Il nuovo non si può costruire solo nella forma, ma nella sostanza rimanere vecchio perché si disintegra da solo in un battito di ciglia. Il nuovo deve essere nuovo nella forma e nella sostanza perché è il solo modo che ha per poter crescere e radicarsi profondamente.

 Le persone sono dotate di un sesto senso, che per adesso è molto “sonnacchioso” ma che avrà un peso molto importante nel prossimo futuro e quelllo è l’INTUITO.
Se di nuovo si deve parlare questo deve essere fino in fondo altrimenti la partita è persa in partenza. Filtrate, usate il vostro intuito per verificare la veridicità di qualcuno che vi sta prospettando un qualcosa, da un lavoro, alla vostra adesione ad un progetto come ArcipelagoŠCEC. Se vi risuona dentro senza attriti allora andate avanti e così fate ogni volta che vi viene richiesta un’azione.

Chi si avvicina al “nuovo” pensando di manipolarlo, averne ritorni, ottenere potere ecc. viene respinto perché non sarà in armonia con l’essenza del nuovo, perché vorrà replicare i suoi schemi in quel nuovo che invece, essendo nuovo, sfugge a tutto ciò.

La stessa cosa accade anche a chi porta con sé i suoi conflitti interiori e cerca di affermare se stesso/a replicando vecchi schemi di conflitto/comportamento anche nel nuovo che però, essendo nuovo, non può accettare che questo avvenga e per questo scatta la disarmonia e l’impossibilità di intraprendere un percorso comune verso una meta che si delinea man mano che andiamo avanti nel cammino. 

A volte questo accade volontariamente, molto spesso invece è un atteggiamento involontario che produce però gli stessi effetti di allontanamento perché le disarmonie sono evidenti. Molti credono che perché si parla di gratuità-solidarietà-libertà ci si faccia manipolare facilmente e allora si avvicinano pensando di cavalcare a proprio vantaggio un “filone” oggi di moda, altri riflettono involontariamente le loro aspettative frustrate che avevano riposto nel mondo e nella società in questa avventura aspettandosi che qualcuno “cali” magicamente dall’alto “LA SOLUZIONE”. Ovviamente questo è un aspettare vano perché il nuovo non è PASSIVO ma è un comportamento ATTIVO che richiede comportamenti continui e costanti pieni di interazioni con gli altri compagni di viaggio.

In entrambi i casi le frustrazioni e gli attriti aumentano fino all’autoesclusione con enorme rabbia e ulteriore frustrazione per gli (auto)esclusi. 

Il costruttore del nuovo è colui che si avvicina senza aspettative. Nessuno conosce il punto di arrivo, ma ognuno sarà l’artefice dei piccoli passi quotidiani, quasi impercettibili, che portano lontano e costruiscono compiutamente il disegno che ancora non esiste.

Il costruttore del nuovo è colui che vede cosa c’è da fare e non aspetta che qualcuno gli dica cosa fare, ma sapendo quali sono le sue caratteristiche e le sue professionalità si mette al lavoro senza che nessuno debba ringraziarlo per questo.

Il costruttore del nuovo sa di non essere da solo a costruire la strada e che per questo usa molto il rispetto e mette in pratica ciò che ha imparato sino ad oggi essendo però disposto a cambiare in qualsiasi momento se questo agevola la realizzazione del nuovo.

Il costruttore del nuovo è colui che partecipa ai processi decisionali perché il nuovo non ha gerarchie, ma è anche rispettoso del lavoro che è stato fatto dagli altri in precedenza e si inserisce armonicamente rispettando e essendo rispettato a sua volta.

Il costruttore del nuovo non ama il potere che appartiene solo al “vecchio”, ma se necessario si mette in evidenza con puro spirito di servizio.

Il costruttore del nuovo sta più nel cuore che nella mente.

Il costruttore del nuovo sa che, proprio perché il nuovo ancora non esiste, dovrà affrontare e sostenere chi ancora non è in grado di supportare la sua “visione”

Il costruttore del nuovo sa che vedrà molte persone avvicinarsi e molte allontanarsi

Il costruttore del nuovo non si prende troppo sul serio ed è sempre disponibile a ridere e scherzare

Il costruttore del nuovo non ha ostacoli perché è abituato a superarli

Il costruttore del nuovo ha fiducia nei suoi compagni di viaggio

Il costruttore del nuovo sa che ogni sua azione è importante e produce un effetto e per questo riflette bene prima di agire. 

Non è facile fare il “costruttore del nuovo”, ma non è nemmeno difficile, richiede solo di iniziare a pensare fuori dagli schemi ed essere ben disposti a intraprendere un viaggio comune in acque inesplorate.In ogni caso questo viaggio è una occasione di crescere insieme agli altri, alcuni sono pronti e altri ancora non lo sono perché il nuovo non è fatto per chi scappa da se stesso, perché il nuovo non siamo che noi che cambiamo insieme al mondo che ci circonda.

 

 

Lo SCEC approda anche a PISA

5 Maggio, 2009 (18:58) | Lavoro, Uncategorized | Di: Pierluigi Paoletti